Chi Sono

Nasce cinque minuti dopo mezzogiorno il 1° Maggio millenovecentosettantasei a Dolo, un paesino sulla Riviera del Brenta a metà strada tra Venezia e Padova.

 

Su parere nettamente contrario dei professori delle scuole dell’obbligo a intraprendere qualsiasi tipo di studio artistico, e un po’ per assecondare il desiderio della famiglia a ottenere “almeno il diploma di maturità” decide di iscriversi all’Istituto Statale d’Arte P. Selvatico di Padova, accantonando così il suo sogno di diventare meccanico. Lo sporcarsi le mani con la creta, l’uso delle attrezzature da scultura, la polvere del marmo faranno si che cominci ad appassionarsi seriamente alle discipline plastiche,e alla scultura in particolare. Tanto che, una volta conseguita la maturità decide di iscriversi all’ Accademia di Belle Arti di Venezia. Da pendolare la frequenta un paio d’anni, che saranno decisivi per la sua formazione artistica, conoscendo ambienti e opere di quelli che considera ancora i suoi maestri: Martini… Viani… e Tramontin, docente di scultura proprio in quel tempo.

 

 

 L’interesse per il marmo fa si che nel 1997 prenda la decisione di scendere a Carrara per continuare gli studi alla locale Accademia e respirare a pieni polmoni ciò che la città toscana offre da secoli alla scultura, frequentando diversi laboratori d’arte e d’artigianato. Dopo un primo anno di soddisfacenti risultati scolastici e personali all’orizzonte vede concretizzarsi uno di quelli che saranno i periodi più bui e tristi della sua esistenza. Una forte depressione, l’assunzione di farmaci antipsicotici e la dipendenza dagli stessi, ne segnerà in maniera indelebile non solo la produzione artistica, ma anche e soprattutto la sua anima. In quel tempo tutto gli appare confuso e privo di significato, frammentato ed incostante. Nella vita come nell’arte. Le sue parole, cosi come le sculture, usciranno a fatica. Dopo qualche anno, grazie alla sua forza di volontà e al grande supporto avuto dalla sua famiglia e dagli amici, entrerà in contatto con un medico omeopata psicoterapeuta di Bologna che cancellerà quasi in maniera definitiva i segni provocati da quell’infausto periodo. Dopo una tale scossa la sua ricerca artistica ha bisogno di nuovi stimoli; sperimenta stili, tecniche e materiali molto diversi tra loro, in un labirinto di emozioni e idee dalle quali fatica ad uscire. Il fondamento di tutto questo girovagare stilistico ed emozionale è la ricerca di armonia ed equilibrio oramai intaccati sia nella materia che nello spirito. Ricerca che tutt’oggi prosegue e dalla quale ancora non riesce a sottrarsi. La sperimentazione di nuovi materiali lo porterà a conoscere il vetro di Murano, e a stringere una collaborazione con una nota vetreria artistica per la realizzazione di alcuni dei suoi lavori.

 

 

 

Sempre Venezia segnerà ancora una volta il suo destino, conoscendo lo scultore G.M.Potenza, col quale inizierà un rapporto di stima reciproca fintanto che il Maestro lo incaricherà di realizzare alcune delle sue opere in marmo.  In questi anni non sono comunque mancate le soddisfazioni in campo artistico, esponendo in diverse mostre collettive a fianco dei suoi maestri e di grandi scultori, allestendo mostre personali, ricevendo premi e citazione in concorsi d’arte, creando opere pubbliche e partecipando a simposi in Italia e all’estero. Ora lavora come artigiano e continua la sua personale ricerca scultorea. Con Isabella è babbo di Lorenzo.